Elettrica: «Emozioni ad ostacoli. “Come un film” è l’amore in perenne caduta libera»

Elettrica

“Una storia complicata, piena di emozioni forti ma anche ostacoli”. Gli Elettrica, trio rock milanese, raccontano il nuovo singolo “Come un film” prodotto da Davide ‘Divi’ Autelitano, voce dei Ministri. Dopo “Fammi male” e “Mai+”, “Come un film” è il terzo singolo, terza storia e terza sfaccettatura di un amore romantico in perenne caduta libera.

“Il brano è stato scritto dopo un periodo in Spagna, abbiamo vissuto su un’isola, Tenerife – raccontano gli Elettrica – . Quella macchina era come noi: povera e con gli accessori sbagliati. Non sapevamo cosa stavamo facendo. Ma è stato un momento fantastico, e quella punto rossa doveva finire in una nostra canzone perché è stata indimenticabile”. Un viaggio emotivo che riflette gli alti e bassi provati nelle diverse fasi di un amore appassionato e tumultuoso.

Elettrica "Come un film" cover singolo

Ciao ragazzi! “Come un film” racconta di un amore romantico “in perenne caduta libera”. Ma cosa intendete esattamente?
L’amore in perenne caduta libera di “Come un Film” è lo stesso di “Fammi Male” e “Mai+”, come negli altri singoli, raccontiamo di una storia complicata, piena di emozioni forti ma anche ostacoli. La sensazione che volevamo far passare e quella della perdita di controllo in una relazione – tra amore, sesso, guerra ed estasi – come dice il testo.

La canzone è stata scritta dopo un periodo vissuto a Tenerife, in Spagna. La Fiat punto rossa del 1993 è stato il vostro punto fisso. Cosa siete andati a fare in Spagna?
Stavamo viaggiando, senza un particolare obiettivo. Probabilmente si rincorreva il sole. E la punto rossa del 1993 in questo è stato un po’ un cavallo bianco. Ci siamo affezionati. Ci avessero venduto una Panda, probabilmente quel ritornello non sarebbe mai esistito. Sicuro, una macchina costosa o un suv luccicante non avrebbe mai potuto fare per noi.

COME UN FILM

“Come un film” è una canzone dai toni retrò, con rimandi agli anni 60/70. Avete una band del passato di riferimento?
I coretti. La svolta di questo brano sono stati i coretti. Ma é stata una scelta inconscia, venuta per caso durante le prove, a pezzo già scritto. Non avevamo riferimenti particolari. Se dovessi sceglierne una però, direi i Beach boys. Assolutamente.

Energia, romanticismo e indie rock sotto la direzione artistica di Davide ‘Divi’ Autelitano. Come avete conosciuto il cantante dei Ministri? Il suo influsso si sente nei vostri brani?
Abbiamo conosciuto Divi dopo una serie di date, il nostro “cantine tour” tra Milano e provincia. Eravamo un po’ indecisi sui passi da compiere e avevamo bisogno di qualcuno che ci indicasse la strada. E così gli abbiamo scritto. Tutto poi è venuto da solo tra una chiacchierata e l’altra. L’influsso si sente eccome, ci ha dato una direzione e insegnato un modo più efficace di sviluppare il nostro sound. Una bella esperienza che siamo sicuri continuerà anche nei nostri progetti futuri.

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