
“Ahi! Buongiorno” è il nuovo singolo di Foggy Project, progetto pop-elettronico di Francesco Pintaudi, artista palermitano con base a Lisbona. Suoni e atmosfere che si rifanno a un’elettronica nordeuropea unita a ritmi tribali per un viaggio in un mondo senza barriere culturale né artistiche.
Il brano di Foggy Project racconta “l’ossessiva presenza dei social nella vita di tutti: protagonisti o spettatori in balia di questa corrente apparentemente inarrestabile. Ognuno nella sua arancia meccanica, dove i giorni diventano notti e le notti sembrano essere interminabili, quindi ti do la buona notte o forse meglio il buongiorno?”

Ciao Francesco! Come e quando nasce “Ahi! Buongiorno”?
Ciao! “Ahi! Buongiorno” nasce in un periodo in cui lavoravo come Moderatore di contenuti video per dei social, dalle assurdità che ho assorbito durante quei mesi e che ero costretto a vedere, in quanto “moderatore”, è nata quasi d’impulso questa canzone. Aiutato dal fatto che in quel periodo lavoravo spesso anche la notte, ribaltando settimanalmente le mie abitudini, quindi realmente mi chiedevo se era arrivato il momento del “buongiorno” o della “buonanotte”. Nel dubbio è arrivata l’ispirazione e quell’esperienza è diventata un singolo.
“Ahi! Buongiorno” racconta l’ossessiva presenza dei social nella vita di tutti. E nella tua?
Anche io senza rendermi conto del tempo che passa, mi trovo a usare tantissimo i social, credo di esserne dipendente anche se spesso ho dei periodi (brevi) in cui ho bisogno di uscire dalla città e rallentare quasi del tutto dall’avere il telefono sempre in mano, un vero e proprio disintossicamento. Penso che trovare un equilibro faccia sempre bene, quando si esagera già diventa qualcos’altro e potrebbe non essere sano, alla pari secondo me di altre dipendenze apparentemente più spaventose. Su altri aspetti però i social possono essere utilissimi, oltre a rallegrarmi guardando gattini a me ad esempio piace tanto cercare Synth e macchine elettroniche per scoprirne di più capendo come funzionano e perché sono un appassionato.
Credi che il Portogallo e la produzione di Joao Moreira abbiano influito sul brano?
La produzione di João è stata molto importante soprattutto sull’aspetto tecnico e sonoro. Con Foggy Project normalmente faccio tutto io nel mio Home Studio e poi mando in mastering i brani, in questo caso molte delle tracce registrate da me in casa sono state riregistrate in studio a Porto, quindi c’è stato un notevole miglioramento nel suono e in tante idee di arrangiamento che João ha avuto. Il suo ruolo è stato infatti anche rifinire dei dettagli, avendo già una base solida del brano col lavoro che avevo fatto io in casa. Il Portogallo ha influito sicuramente perché vivo qui da anni ormai, quindi la mia persona si è anche adattata a un luogo. La musica che faccio ha la fortuna di essere semplice e diretta, e giocare con diverse lingue può essere vantaggioso se si vive in una capitale europea con tantissime culture.
Ma a te è mai capitato di dire più volte buonanotte o buongiorno?
Forse buonanotte, anche se le mie abitudini stanno leggermente cambiando, rimango un tipo notturno. La mattina faccio molta fatica, e svegliandomi non troppo presto è una fase della giornata che passa in fretta, potrei letteralmente perdermi il buongiorno per un buon pomeriggio. Inoltre andare a letto la sera lo associo ad un momento più piacevole, lasciarsi andare a letto sprofondando sul materasso, dopo un’intera giornata, e finalmente chiudere gli occhi nel silenzio. Invece il buongiorno la mattina può essere per me traumatico. Svegliarsi e pensare: “un altro giorno… e adesso?”

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