
“Sono nato debole” è il nuovo album del progetto solista di Giovanni Cosma, in arte Moonari. Il disco, già anticipato dai singoli “Nostalgia” e “Città Del Futuro”, segna un nuovo capitolo per il cantautore che emerge dall’underground romano presentato la sua autobiografia musicale che si compone di debolezze, trasferte all’estero, silenzi e relative soluzioni (meccaniche, in questo caso). Dedicato a chi ha imparato a stare bene, nonostante tutto.
L’ordine e il filo conduttore di questo disco sono estremamente importanti. Come con “OK Computer” dei Radiohead (“scusa Thom il paragone”, commenta Moonari), i brani partono in un modo, finiscono in un altro e vengono sintetizzati sul finale con l’ultimo pezzo, creando di fatto un concept album: l’inizio di qualcosa di nuovo.
Track by track
“Città del Futuro”
“Città del Futuro” è stato uno dei primi brani del disco, su cui ho avuto molti ripensamenti (sia a livello testuale che musicale). Generalmente non mi piace raccontare scenari specifici che io mi immagino o che ho immaginato durante la scrittura, preferisco lasciare spazio a chi ascolta di pensare a ciò che vuole, posso però dire che è una delle prime canzoni che mi hanno aperto un nuovo modo di scrivere.
“Fammi Spazio (Nell’Armadio)”
“Fammi Spazio (Nell’Armadio)” si sviluppa sullo stesso giro armonico di “Città del Futuro” ed è nato da un cazzeggio a Bologna in camera della ragazzetta che frequentavo al tempo, tale Silvia. Mi trovavo con una chitarra classica scassata e io, Giargo In Arte e Silvia abbiamo cominciato a costruire tutto sul mantra di “fammi spazio”. È nato con estrema leggerezza.
“Dimmi Cosa Dire”
“Dimmi Cosa Dire” è ufficialmente il primo pezzo che è stato scritto in italiano e poi inserito nell’album. Stavo steso sul letto matrimoniale di Francavilla al Mare della casa estiva di mia nonna acquisita (che quell’estate mi trattò a pesci in faccia, per poi pentirsene), e poco prima di uscire con la compagnia estiva presi la solita chitarra classica scassata e abbozzai una melodia su questo giro di due accordi. Mi dava molta malinconia, pensavo alle sirene, al vento caldo che tira l’estate e a quanto sarei stato male al mio ritorno a Londra
“Giocà a Pallone'”
Ecco, “Giocà a Pallone” è stato il brano che stipulò il sodalizio con il mitico cantautorapper pugliese Giargo In Arte. Fu il primo pezzo mio su cui mise le mani (testualmente), creando una strofa in foggiano che a me fa venire i brividi, frate. Il pezzo in realtà esisteva già in una versione più strumentale scritta anni prima da me e altri due miei compari, nato da un misunderstanding causato da barriere linguistiche (asse Soriano nel Cimino-Medio Oriente).
Estate”
“Estate” la scrissi lo stesso giorno in cui abbozzai altri due brani, ovvero “Yesterday” e “Fiori rosa, fiori di pesco”, brani che però non presero mai il via veramente. Tralasciando il mio spiccato senso dell’umorismo, questo riarrangiamento del pezzo di Bruno Martino è nato per caso. A me piace, lo trovo FRESH co sto temino di theremin all’inizio.
“Io Penso Troppo”
“Io Penso Troppo” l’ho scritto al volo per un featuring che avrei dovuto fare con questo trio trapper meneghino chiamato Grill Boys. Poi è tutto finito nel dimenticatoio, così l’ho ripreso, ho detto a Daniele (il mio collaboratore con lo studio, BDR Studio) “ao, reccamo questo pezzo” ed ha finalmente preso forma. Poi non avevo idee per la strofa e mi sono detto “la faccio fare al Giargo in foggiano che però tende di più verso il comprensibile”, e così è nato il pezzo.
“Momento Triste (Interludio)”
Questo interludio che si sviluppa sullo stesso giro armonico del finale di “Io Penso Troppo” è stata un’idea del mio batterista polistrumentista arrangiatore compositore ed autista Michele Santoleri (aka Rotelle Parkenquest), il quale mi mandò un audio su telegram con il giro di piano e qualche altro dettaglio; me ne innamorai subito e decisi di metterlo nel disco. “Momento Triste (Interludio)” è il pezzo che mi piace di più nel disco. Ogni volta che lo sento piango, volente o nolente.
“La Mia Primavera”
Questo pezzo inizialmente doveva essere cantato, poi ho detto “HEY AMICO, DANNAZIONE, A ME PIACCIONO ANCHE LE COSE STRUMENTALI” e l’ho fatto strumentale. A mia zia Giorgia piace molto, se lo mette quando va a correre e piange, così mi ha detto mamma.
“MIOSDR”
“MIOSDR” è il delirio di un tardo pomeriggio in studio. Ci siamo divertiti a fare gli scienziati pazzi e demolire le tracce audio di “Nostalgia” al fine di creare un interludio pazzerello. Poi ci ho infilato l’Opera Numero 3 di Liszt versione synth.
“Nostalgia”
“Nostalgia” canaglia. Questo pezzo si è scritto da solo, non mi ricordo neanche come e quando le ho scritte le parole. È uscito tutto insieme, poi ho registrato il tutto in studio. È l’ultimo pezzo che ho scritto a Silvia.
“Mi Sono Innamorato In Sogno”
“Mi Sono Innamorato in Sogno” parla di un sogno indistinguibile dalla realtà che feci anni fa, in cui mi innamoravo di una ragazza le cui spalle davano sul mare, e nel testo primordiale dicevo anche “maaaaale, che mi fa”. Credo la ragazza avesse origini indiane, non ricordo bene. Ricordo però che sono stato innamorato di una donna che non esiste per qualche settimana.
“Sogno (Interludio)”
“Sogno (Interludio)” è il malessere che nasce da questo incubo al confine con la realtà.
“Vivo in Italia”
“Vivo in Italia” nasce dalla visione di un’intervista di quel cocainomane e lurido dell’ex avv. Andrea Dipré. Non dico altro, poi il testo ha preso una sua piega che si è allontanata dal punto origine.
