Lo charme senza tempo di Charlotte Gainsbourg a Milano

Charlotte Gainsbourg in concerto il 5 dicembre al Fabrique di Milano: il report di End of a Century

Attraversare Milano, rinunciare a una comoda serata casalinga pigiama e ispettore Coliandro, sfidare il freddo del dicembre milanese, il traffico dellโ€™ora di punta e i lavori stradali sulla linea del tram che porta al Fabrique: difficile rinunciare allโ€™idea di andarsi a vedere lโ€™unico passaggio italiano di Charlotte Gainsbourg (ottimamente supportata da LIM, anima femminile del duo Ioriโ€™s Eyes, ora in progetto solista) per il suo tour di โ€œRestโ€, lโ€™album uscito nel 2017 e che per la prima volta lโ€™ha vista cimentarsi nel ruolo di cantautrice e non di semplice interprete come accaduto coi lavori precedenti.
Ve lo dico subito, ne รจ valsa la pena.

Scenografie basiche e tanto spazio ai giochi di luce, la Gainsbourg lascia che a parlare siano il suo charme magnetico e carismatico ma, soprattutto, la sua musica. Unโ€™ora e venti di show โ€“ cominciato in perfetto orario alle ore 22 โ€“ in cui lโ€™attrice anglo-francese figlia di Serge Gainsbourg e di Jane Birkin porta il pubblico allโ€™interno del suo mondo, alternando momenti piรน scatenati con altri piรน intimisti, durante i quali aleggia forte sul locale โ€“ per lโ€™occasione in versione piรน โ€œintimaโ€ e con capienza dimezzata โ€“ la presenza dalla mai dimenticata sorella Kate Barry, la cui tragica morte รจ stata la molla che portato Charlotte a scrivere il proprio ultimo lavoro discografico e a cui ha dedicato la serata in uno dei rari momenti in cui si รจ concessa allโ€™interazione con il pubblico.

E proprio le canzoni di โ€œRestโ€ hanno fatto da colonna portante alla scaletta: da โ€œRingโ€aโ€Ring oโ€™ Rosesโ€ a โ€œDeadly Valentineโ€, passando per la struggente โ€œKateโ€, naturalmente in memoria della sorella scomparsa. Nel corso dello showย non sono di certo mancati ripescaggi dai precedenti lavoriย mentre cโ€™รจ da segnalare nella seconda parte la commuoventeย cover di โ€œRunawayโ€ di Kanye West.
Il gran finale, culminato nellโ€™omaggio a papร  Serge, รจ stato al contempo un ritorno alle origini e la chiusura di un cerchio: se infatti nel 1984 โ€œLemon Incestโ€ fu la canzone che la vide per la prima volta sulle scene musicali, incisa allora quattordicenne in duetto proprio con il padre, ieri รจ stata la miglior conclusione di un concerto di assoluto spessore.

SCALETTA

Lying With You
Ringโ€aโ€Ring oโ€™ Roses
Iโ€™m a Lie
Heaven Can Wait
Sylvia Says
Paradisco
Les Crocodiles
Deadly Valentine
Kate
Charlotte For Ever
Rest
The Songs That We Sing
Remarkable Day
Les Oxalis
Runawayย (Kanye West cover)
-Unknown-
Lemon Incest

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