Franco Battiato compie 73 anni: le migliori canzoni del suo periodo sperimentale

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Franco Battiato. Basta il nome per mandare a monte ogni necessità di presentazione. Perché bene o male tutti siamo cresciuti musicalmente con le composizioni del Maestro di Ionia. Alzi la mano chi non ha mai dedicato all’amata “La Cura” o chi non ha mai canticchiato “Cerco un centro di gravità permanente” o “Bandiera bianca”.

Fra la sterminata opera musicale di Battiato, classe 1945 come dichiarato anche nell’attacco di “Strani Giorni”, non vi è genere che non sia stato toccato. In occasione del suo compleanno, abbiamo deciso di omaggiarlo con una selezione di pezzi del suo primo periodo, quello sperimentale di inizio anni 70. Anni affascinanti in cui il musicista siciliano ha prodotto dischi entrati di diritto nella storia della musica: dai primissimi esordi con “Fetus” e “Pollution” fino alle sperimentazioni estreme degli ultimissimi dischi, in cui c’era forte l’influenza del tedesco Stockahusen.

La scienza, le genetica, i riferimenti mistici e letterari (su tutti “Il mondo nuovo di Huxley” che è alla base di Fetus ed è la chiave di lettura di Beta  contenuta nel successivo Pollution), le citazioni e i collage con brani di libri e vecchie canzoni sono tutti ingredienti delle creazioni di quel periodo. Varia anche la gamma dei sound, che spaziano dalla classica all’elettronica con abbondante uso di sintetizzatori.

Fenomenologia

Energia

Beta

Areknames

Aria di rivoluzione

Da Oriente a Occidente

Propiedad Prohibida

Ethica Fon Ethica

 

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