NOME
Like Moths To Flames
GENERE
Metalcore/Post-hardcore
ESORDIO
When We Donโt Exist (2011)
ULTIMO ALBUM
ย Dark Divine (2017)
COPERTINA

ELENCO CANZONI
No Plagues
Nowhere left to sink
Shallow Truths for shallow minds
Dark divine
Empty the same
From the dust returned
Even God has a hell
Mischief managed
Instinctive intuition
The skeletons I keep
False idol
VIDEO DALLโALBUM
PUNTO DI VISTA
Come falene attirate dal fuoco.
ร questo quello che si potrebbe pensare di primo acchito, da amanti del genere, a riguardo dellโultimo album dei Like Moths To Flames. Uno specchio per le allodole che strizza lโocchio alla melodicitร pop screaming del nu metal piรน commerciale.
Il follow-up pubblicitario allโalbum The Dying Things We Live For (che ha segnato la svolta stilistica della band), quello di Dark Divine, รจ effettivamente stato elaborato ai Grey Area Studio e patrocinato dal solido Erik Ron (produttore, mixer e songwriter, giร attivo con artisti del calibro dei Panic! at the Disco e Godsmack) assieme al talent Caleb Shomo (voce, chitarra, basso, batteria, tastiera, sintetizzatore, e tutto ciรฒ che si possa vagheggiare da aspiranti musicisti) degli Attack Attack e Beartooths. La qualitร della produzione si avverte subito e incentiva ancora di piรน quel sapore di patinatura che i fervidi fanatici dei Trivium, Avenged Sevenfold, Atreyu e simili potrebbero esecrare come una piaga biblica.
Ma scavando piรน a fondo nellโascolto di Dark Divine, ci si accorge che lโLP dร la sensazione di essere dinanzi ad una confessione a cuore aperto, di un disperato appello al mondo del metalcore di rinnovamento (se non nel contenuto, quanto meno nella forma), e di scivolare, inesorabilmente, attraverso i lemmi di un testamento messo nero su pentagramma a fronte degli scossoni della vita. Dalla rassegnazione alla caparbietร dellโandare avanti, dalla frustrata accettazione ad epifanie mature e disilluse, i LMTF provano a far evolvere, non senza incidenti di percorso, le tematiche dei loro brani rimanendo a pelo di musiche โflatliningโ (ovverosia โa zero attivitร cardiacaโ) ma comunque molto imponenti e roboanti, segnati come sono da 7 anni di attivitร sul campo, ed inserendo sonoritร pesanti, talvolta ovattate volte a sollevare il velo di pulviscolo che da tempo trovava radici nel post-hardcore.
Dark Divine si avvicina quindi a un territorio piรน melodicamente fertile, e che offre un contrappunto molto piรน piacevole rispetto alla tipica cifra metalcore classica. Trasportata da venti piรน bonacciosi, la performance vocale di Chris Roetter รจ spesso guidata da potenza ed ecletticitร , e lo si puรฒ avvertire in brani come Empty The Same (qualcuno ha detto Linkin Park?) e Mischief Managed.
Insomma niente di particolarmente rivoluzionario sul piano stilistico, ma comunque un album di grande qualitร produttiva, e con lโaggiunta di quei semi mutageni che si spera un giorno germineranno per dare vita ad un nuovo genere musicale. Noi, per ora, possiamo solo aspettare di trovare la terra promessa in questo mare di mutamenti, dato che al momento โnon abbiamo un posto dove affondareโ (Nowhere Left To Sink).
VOTO: 7
Gianluca Ricotta
