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Coldplay, i 20 anni di “A Rush Of Blood To The Head”: da spazzatura a capolavoro

Il 26 agosto 2002 usciva “A Rush of Blood To The Head”, il secondo album dei Coldplay, uscito a due anni dall’esordio “Parachutes” (2000). “In My Place” fu la prima canzone registrata per l’album – e il primo singolo estratto – che venne registrato tra New York, Liverpool e Londra.

Nel giugno 2002 Chris Martin e compagni furono headliner al festival di Glastonbury e dopo vollero rimettere mano ai brani di “A Rush Of Blood To The Head” perché quello che ne era uscito era, a detta loro, solamente <<spazzatura>>.

Registrato Dopo L’11 Settembre

Aver registrato l’album dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 aprì gli occhi ai Coldplay: <<Le nuove canzoni riflettono un nuovo atteggiamento. Incitano chi le ascolta a non essere spaventati. Chiunque può ottenere ciò che vuole>>. Molti dei testi delle canzoni riguardano l’insistenza cioè “fare qualcosa di impulsivo”: <<Magari c’è più insistenza in alcune di queste canzoni. E ciò è nato da tutti i posti in cui siamo stati e da tutto ciò di cui abbiamo fatto esperienza>>. Alcune canzoni dell’album riguardano le relazioni: <<Le canzoni sono come le fiabe: hanno un inizio e una fine e puoi far funzionare tutto perfettamente. Nella vita vera non va così>>.

Chitarra e piano sono gli strumenti prediletti per Martin che mette tutto l’amore e i suoi malumori in canzoni come “The Scientist”, “Politik” (dedicata a Johnny Cash) e “Green Eyes”, quest’ultima scritta per il compagno di band Johnny Buckland e un <<amico americano>>.

La Copertina di “A Rush Of Blood To the Head” dei Coldplay

La copertina di “A Rush of Blood to the Head” fu disegnata dal fotografo Sølve Sundsbø che, durante la sua carriera, provò a fare “cose che non sono mai state fatte prima, che sono virtualmente impossibili” e per la copertina suggerì di fare degli scatti utilizzando uno scanner 3D.

Il modello per gli scatti aveva un makeup tutto in bianco e indossò un capo di twill colorato. Il computer non avrebbe letto i colori così fu sostituito con punte e la testa dell’immagine fu tagliata poiché la macchina scannerizzava solo 30 centimetri. L’editore della rivista di moda Dazed, per cui lavorava Sundsbø, gradì l’immagine e successivamente la inserì in una delle sue pubblicazioni. Martin vide l’immagine e chiese i permessi di poter utilizzare l’immagine come copertina di “A Rush of Blood to the Head”.

Per i singoli dell’album, Sundsbø suggerì di scansionare la testa di ognuno dei componenti della band: “In My Place”, “The Scientist”, “Clocks” e “God Put A Smile Upon Your Face”. Il booklet contiene due foto: una con i Coldplay in una foresta ed una in studio. La copertina fu tra le dieci scelte dalla Royal Mail per un set di francobolli “Classic Album Cover” distribuito nel gennaio 2010.

20 Anni Dopo

I Codplay festeggiano i 20 anni di “A Rush Of Blood To The Head” con nuove versioni e merchandising celebrativo disponibile qui. La band – in Italia a giugno per 6 date negli stadi – ha scritto così ai fan:

“Ciao a tutti. Oggi, è il ventesimo anniversario dall’uscita del secondo album dei Coldplay, A Rush Of Blood To The Head. Per festeggiare, la band ha pubblicato la versione aggiornata in 4k dell’iconico video diretto da Jamie Thraves di The Scientist, che è stato restaurato dalla pellicola 35mm originale. La versione 4k è disponibile ora al link YouTube originale di The Scientist.

La band ha inoltre rilasciato a Spotify alcune memorie sull’album e la sua registrazione (inclusi esclusivi filmati inediti), che possono essere visualizzati nella playlist This Is Coldplay.  

L’intero album- che contiene i singoli In My Place, The Scientist, Clocks e God Put A Smile Upon Your Face, è stato remixato in Dolby Atmos. La versione Dolby Atmos è disponibile su Apple MusicAmazon e TIDAL.

In più, puoi ricreare l’iconica cover dell’album su Snapchat con le raffinate nuove lenti AROBTTH20 lens

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