Sudan Archives, esce il 9 settembre il nuovo album “Natural Brown Prom Queen”

L’artista di Cincinnati Sudan Archives torna con il nuovo album “Natural Brown Prom Queen” in uscita il 9 settembre, a due anni dall’esordio “Athena”: unica data italiana il 4 novembre a Milano

Cantante, compositrice, violinista e producer, Sudan Archives è tra le realtà più interessanti del panorama musicale attuale. Il suo sound unico e distintivo fonde elementi di R&B al violino, sonorità africane con elementi di elettronica sperimentale e funk e arriverà in Italia per presentare “Natural Brown Prom Queen”. Biglietti su ticketone.it

A due anni da “Athena”, il disco di debutto, Sudan Archives è pronta a tornare con “Natural Brown Prom Queen” il nuovo album in arrivo il 9 settembre per Stones Throw Records (Self), un lavoro che affronta i temi della razza, della femminilità e delle relazioni ferocemente leali ed amorevoli, al centro della vita di Sudan con la sua famiglia, i suoi amici, il suo partner, sia nella sua città adottiva di Los Angeles, sia a Cincinnati, dove è cresciuta. In oltre 18 brani, Sudan Archives interpreta Britt, la ragazza della porta accanto di Cincinnati che guida per la città con la capotte abbassata e si presenta al ballo di fine anno con un bikini rosa peloso ed il perizoma appeso alla gonna di jeans. 

Sin da un primo ascolto, si percepisce immediatamente come “Natural Brown Prom Queen” sia il suo disco più ambizioso ad oggi, tra la disco e le influenze R&B di “Home Maker” (nominata da Pitckfork come Best New Track) ai ritmi africani di “Selfish Soul” (Song You Need per The Fader), all’hip-hop potente di “OMG Britt” fino alla selvaggia “NBPQ (Topless)” ed alla ballad di “Homesick (Gorgeous & Arrogant)”.

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Copertina “Natural Brown Prom Queen” di Sudan Archives

Tracklist “Natural Brown Prom Queen” di Sudan Archives

  1. Home Maker
  2. NBPQ (Topless)
  3. Is This Real? (Can You Hear Yourself?)
  4. Ciara
  5. Selfish Soul
  6. Loyal (EDD)
  7. OMG BRITT
  8. ChevyS10
  9. Copycat (Broken Notions)
  10. It’s Already Done
  11. FLUE
  12. TDLY (Homegrown Land)
  13. Do Your Thing (Refreshing Springs)
  14. Freakalizer
  15. Homesick (Gorgeous & Arrogant)
  16. Milk Me
  17. Yellow Brick Road
  18. #513

Bio

Nata e cresciuta a Cincinnati, Ohio, Brittney Parks, in arte Sudan Archives, si avvicina alla musica africana da autodidatta e, ispirata dai ritmi folk del nord Africa impara il violino suonando ad orecchio nel coro della chiesa del padre. All’età di diciannove anni si trasferisce a Los Angeles per studiare music technology e la produzione digitale; da qui, le prime composizioni in casa, mixando le sue composizioni realizzate al violino. Dopo un fortunato incontro con l’A&R di Stones Thow Record, l’artista firma un contratto discografico con l’etichetta indipendente americana. 

Nel 2017 arriva “Sudan Archives”, il primo ep co-prodotto da Matthewdavid (fondatore di Leaving Records). Il brano “Come Meh Way” diventa traccia dell’anno per NPR, Crack ed altri media di rilievo, mentre The Guardian la nomina tra gli artisti to watch. L’anno successivo è la volta di “Sink”, il secondo EP acclamato dal New York Times, Pitchfork e Vogue. 

Nel frattempo Sudan Archives si esibisce in importanti festival tra cui Coachella, Pitchfork Midwinter, Field Day e divide il palco con artisti del calibro di St Vincent, Michael Kiwanuka, Ibeyi, Tune-Yards. Si è inoltre esibita alla Disney Hall di LA in occasione del tributo a Yoko Ono, suona shows ambient con lo pseudonimo di Sudan Moon ed è stata inclusa in una recente installazione di arte e musica al LACMA curata da Robert Rauschenberg. 

A novembre 2019 pubblica “Athena”, il disco di debutto su etichetta Stones Throw Record: profondamente ambizioso, l’album rappresenta la forza di un’artista che è sempre andata oltre le classificazioni. In “Athena” Sudan Archives ha collaborato con il produttore Washed Out, Paul White (Danny Brown, Charli XCX) e Rodaidh McDonald (The XX, Sampha, Adele), collaborazioni che le hanno permesso di aprirsi a nuove influenze e a dare un senso ai precedenti due EP, che ora più che mai <<are like a haiku of what the album is>>.

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