Alex Britti, “Mojo” il suo primo album strumentale

Alex Britti – Foto di Fabrizio Cestari

Alex Britti, uno dei più eclettici bluesman della scena italiana ed internazionale, ritorna il 1 luglio 2022 con “Mojo”, il primo attesissimo lavoro interamente strumentale in cui fonde la sua sensibilità ritmica e armonica con lo stile inconfondibile e l’unicità del suono della sua chitarra. L’artista è in tour in tutta Italia, le date sono qui.

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“Ho deciso di fare un album strumentale perché volevo evitare che, per trovare la mia chitarra, si dovesse cercare tra una canzone e l’altra. Era parecchio tempo che amici e fan, mi chiedevano di farlo. Mojo è un disco con diverse sonorità che racchiuderei in “blues e dintorni” anche se non mancano il jazz, il funk e il rock. Tutti generi che ho studiato e che fanno parte della mia formazione artistica”.

Le Date del Tour di Alex Britti

03.07 Lagorai d’incanto – Montagna di Panarotta (Tn)
09.07 Delta Bleus – Rovigo
17.07 Rumori Mediterranei – Roccella Jonica (Rc)
10.08 Accadia blues – Accadia (Fg)
13.08 Subiaco Rock Blues Festival – Subiaco (Rm)
20.08 UnoJazz – Sanremo (Im)
27.08 Dromos Festival – Neoneli (Or)
03.09 Entroterre festival – Bertinoro (Fc)

Track By track

SfFUNK
L’apertura dell’album è affidata a questo blues/funk in perfetto stile newyorkese, blues ma con la ritmica funk moderna e quel giusto sapore di Nu jazz, forse per mettere subito le cose in chiaro sul fatto che il blues si sia evoluto e continua ad evolversi in tutto ciò a cui siamo sensibili quindi spaziare dal suono più tradizionale a quello più sperimentale è lo scopo di tutto questo nuovo lavoro. 

SOTTO IL CIELO DI AMSTERDAM 
Amsterdam è una città meravigliosa, intensa, profonda, cupa come tutto il nord Europa ma divertente come solo lei sa essere ed Alex la conosce bene, questo brano ha un forte sapore Nu jazz con assonanze Methenyane e latin jazz.

INSOMNIA 
Un blues “storto”, nel senso che è un tipico Chicago shuffle ma con il tema contorto, quasi dissonante, per suonare sempre sìblues, con uno sguardo al presente e uno al futuro ma senza tralasciare la tradizione. 

DOLCE SVEVA 
Atmosfere “Lennyane”, per gli amanti di Stevie Ray Vaughan,si tratta di un blues in cui ci sono anche note di musica classica e sempre quel velo di jazz accompagnati in modo morbido e profondo. 

IL TRENO PER ROMA 
Una ballad blues un po’ Texas un po’ fusion, chitarra importante e rassicurante con un’armonia aperta e accattivante che non vuole stupire ma cercare un po’ di aria internazionale. 

WEST & CO 
Ambientazione da film, immagina di sedere al cinema e vedere l’inizio di un western, magari di ultima generazione tipo Tarantino o fratelli Cohen, la chitarra si ispira ai power chord di Link Wray e alle atmosfere dei film di Sergio Leone

TUSCANY 
Un inno all’italianità, passando comunque per toni blues e jazz ma con un forte sapore latino, alla Santana, alla Paco De Lucia, alla Pavarotti, secondo me se chiudi gli occhi puoi vedere i cipressi e le colline che arrivano al mare. 

RESPIRO 
Il brano forse più fusion dell’album, senza scomodare mostri sacri come Yellow Jackets o Electric band,rimane una melodia più blues e cantabile, ma con una ritmica che passa dal suonato all’elettronico con grande nonchalance. 

MOJO 
Dà il titolo all’album, questo brano gospel, blues si, ma epico, mistico, una sorta di spiritual chitarristico che ci porta al sud degli Stati Uniti dove tutto è ampio, largo, come il suono di questo slide che non esita a cantare, a urlare una melodia quasi sacra.

ADRENALINA 
C’è già tutto nel titolo, un brano da ascoltare tutto d’un fiato, energia pura in un blues_funk energico, muscolare, di quelli che a fine pezzo hai il fiato corto e la voglia di riascoltarlo subito, una macroricerca del fraseggio blues, con un’energia pura che non sfocia mai in rabbia. 

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