Scena Unita: “Speranza E Voce Alla Musica, Taciuta Dalla Pandemia”

Raccolti 4.780.000 € grazie al contributo di 154 artisti e più di 100 aziende: questi sono i numeri di Scena Unita, uno spettacolo di solidarietà corale, collaborativa e unitaria, che ha portato, in soli sette mesi a fornire risposte concrete per una ripartenza dell’intero comparto di musica, arte e spettacolo, messo in ginocchio dalla pandemia. Il fondo privatogestito da Fondazione Cesvi in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub, è riuscito a <<dare un concreto e immediato aiuto ai lavoratori e alle maestranze del mondo della musica e dello spettacolo>>.

Cristina Parodi presenta in conferenza stampa i risultati di Scena Unita per <<dare una ripartenza al settore nel momento più difficile>>, un’iniziativa che parte dagli artisti per dare una <<speranza e una voce alla musica taciuta dalla pandemia>>. E allora presenti Fedez, Shade, Gaia e Michele Bravi e tra gli sponsor Intesa San paolo e Amazon Prime oltre a 113 brand – e il Signor Gucci <<attivo dal giorno zero>> – per parlare dei risultati di pochi mesi e che serviranno a supportare progetti come Abbabula, Mi Ami Ancora, Locus Festival e tantissimi altri – qui l’elenco dei progetti approvati per il finanziamento nel 2021.

Cesvi si è occupata della gestione dei fondi, supportata da La Musica Che Gira e Music Innovation Hub in modo che <<ogni artista potesse sfruttare i rapporti con i brani, agenzie di booking e case discografiche per fare una cordata al fine di portare più soldi>>. Si tratta di una <<risposta concreta per tutti gli artisti meno conosciuti>> e un’azione degna di nota, come prosegue Manuel Agnelli, collegato in remoto, <<non aspettare che arrivasse qualcun altro a risolvere i problemi>>.

Mentre Gaia racconta che il suo abito di Sanremo 2021 è stato <<messo all’asta insieme a Ferragamo e Scena Unita per arrivare a una cifra importante>> mentre per Giusy Ferreri, Levante, Francesca Michielin e Vasco Rossi <<si vede la luce in fondo al tunnel>>. Un’iniziativa <<bella, folle e paradossale>> nelle parole di Shade e non si dimentica però la <<necessità di fare anche lo spettatore>> di Michele Bravi mentre Jambo Praticò, responsabile marketing e pubbliche relazioni Garrincha Dischi, afferma che il settore <<ha bisogno di un’operazione a cuore aperto>>.

Ma quale futuro per Scena Unita? <<Fino ad ottobre c’è>> e si conferma aperta anche a partner che si vogliono unire ma viene specificato che <<non estenderemo ad altri bandi>>. A oltre 100 progetti, nuove idee e investimenti verranno assegnati contributi a fondo perduto per un valore complessivo pari a 2,5 milioni di euro in favore di enti per realizzare progetti e investimenti di rilancio del settore. Il Bando ha dato priorità ai progetti che hanno mostrato in modo chiaro di essere portatori di idee e finalità coerenti con il mutato contesto nel territorio. Tutto è visibile sul sito www.scenaunita.org.

L’erogazione di questo ultimo contributo è stata preceduta da altri due importanti aiuti che hanno permesso di erogare un valore complessivo di 1.602.000 € a favore dei lavoratori e delle maestranze che operano nel mondo dello spettacolo, della musica, dell’audiovisivo e degli eventi, duramente colpiti dalla drammatica crisi; la parte restante di 251.000 € ha dato un contributo a fondo perduto diretto al sostegno delle imprese individuali dello spettacolo, della musica, dell’audiovisivo e degli eventi e che rientrano nell’elenco delle categorie e che sono state marginalmente aiutati da altre forme di ristoro.

Nello specifico il Bando Emergenza per i lavoratori ha accolto 1.602 domande (non approvate il 19,2%) fornendo contributi a fondo perduto – del valore di 1.000 Euro per ogni richiesta approvata, ai lavoratori e alle maestranze del mondo dello spettacolo, dando priorità ai soggetti più vulnerabili. Tra i soggetti che hanno presentato la domanda, 83% era costituto da uomini e il restante 17% da donne, appartenenti principalmente alla fascia d’età tra i 30/40 anni; la maggior parte di questi (il 70%) era costituito da lavoratori intermittenti, solo il 30% da lavoratori autonomi.

Il Bando di sostegno alle imprese individuali ha ricevuto 581 richieste (di queste ne sono state approvate e pagate 251) provenienti nella maggior parte da città come Milano, Torino, Napoli, Padova e Caserta; le mansioni più richiedenti sono stati i fonici, gli organizzatori in generale, i tecnici al montaggio, i direttori luci e produzione; che hanno avuto una riduzione di fatturato dal 76% al 100% nel 68% dei casi con oltre 20 anni di esperienza nel 75% e almeno 1 figlio a carico (75%).

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