
La Musica Che Gira, insieme ad altre realtร dell’industria musicale, si รจ fatta promotrice di una lettera, condivisa anche sui social, indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco e al Ministro della Cultura Dario Franceschini in cui si chiede conto urgentemente dei tempi per le erogazioni dei ristori previsti dall’art. 183 del DL Rilancio.
15 marzo 2021
Lettera Aperta aย
Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei Ministriย
Daniele Franco, Ministro dellโEconomia e delle Finanza
Dario Franceschini, Ministro della Cultura
Questa storia inizia il 21 giugno 2020 in Piazza Duomo a Milano quando, attraverso un flash mob con artisti e lavoratori dello spettacolo, si รจ chiesto al Parlamento di approvare alcuni emendamenti al Decreto Rilancio. Tra questi era prevista una disposizione per la modifica della destinazione di 10 milioni di euro dalla cosiddetta โNetflix della Culturaโ a un fondo per il sostegno dello spettacolo dal vivo.
Il 17 luglio 2020 il Decreto Rilancio รจ stato convertito in legge ordinaria. Con la conversione, lโart. 183 prevedeva un nuovo comma, lโ11-quater, che ha disposto un fondo ad hoc per il sostegno dello spettacolo dal vivo: la Netflix della Cultura si รจ fatta comunque, ma il Ministero ha destinato pari importo a un fondo per lo spettacolo dal vivo.
Chi aveva chiesto questo emendamento ha lavorato con la Direzione Generale dello Spettacolo a un bando che potesse trasformare il fondo sulla ripartenza in un nuovo fondo per ristorare, poichรฉ a ottobre era chiaro che tale ripartenza non ci sarebbe stata. Si รจ inserita pertanto una premialitร per chi in estate aveva tentato di โripartireโ, ma di fatto quello รจ stato un fondo destinato, come giustamente doveva essere, a un ristoro delle perdite.ย
ร stato pubblicato cosรฌ il bando numero 486, collegato in termini di senso e di erogazione a un bando precedente con gli stessi parametri, il 397.ย
A novembre 2020 ci รจ stato comunicato che i fondi sarebbero stati erogati entro dicembre, per evitare lungaggini dovute alla chiusura del bilancio dello Stato.
A gennaio 2021 ci รจ stato comunicato che i fondi sarebbero stati erogati entro fine febbraio.ย Il 20 febbraio ci รจ stato comunicato che gli elenchi per il pagamento erano stati inviati alla Banca dโItalia e che si attendevano gli esiti. Il 5 marzo ci รจ stato comunicato che la Ragioneria non aveva autorizzato i pagamenti da parte della Banca dโItalia e il giorno dopo abbiamo appreso che il Ministero dellโEconomia deve rimettere a disposizione una nuova cassa.
Da quellโemendamento, quindi dallโistituzione di un fondo, sono passati quasi 8 mesi.ย
Non cerchiamo colpe, non ci interessano. Pretendiamo che qualcuno si prenda la responsabilitร di dirci dove sono finiti questi 10 milioni del bando 486 e le residue erogazioni del bando 397.
Per sopravvivere abbiamo fatto affidamento su cifre che lo Stato ci ha fornito come risultato di parametri specifici. Cifre che non sono mai state erogate, mentre le nostre realtร stanno miseramente morendo. Ci siamo fidati dello Stato. Abbiamo fatto male?ย
Assistiamo in questi giorni allโannuncio dello stanziamento di nuovi fondi, su cui facciamo ovviamente affidamento, mentre il settore non ha ancora contezza di quando riceverร quelli di cui avrebbe giร dovuto disporre. La questione non รจ solo ilย โquantoโ, pur essenziale per un settore che si รจ fermato il 24 febbraio 2020,ma anche il โquandoโ: la scialuppa di salvataggio serve quando cโรจ ancora qualcuno da salvare. ร una questione di tempo. E quel tempo รจ finito.ย
Qualcuno ci dica quando arriveranno i fondi, senza promesse, con date certe che non vadano oltre marzo 2021.ย
