Michele Bravi: “Ho Dato Una Casa Al Mio Dolore e L’ho Abitata”

“La Vita Breve Dei Coriandoli” e “Mantieni Il Bacio” hanno anticipato il nuovo progetto discografico di Michele Bravi, “La Geografia Del Buio”, a distanza di quattro anni da “Anime di carta”.

“La Geografia Del Buio nasce da una solitudine, è una storia che inizia due anni fa e racconta come si convive con il buio, non come si esce dal buio. Un concept album che attraversa il buio e scopre un modo per dare spazio al dolore, bisogna dare luce a quel buio. Una casa senza finestre che l’artista <<ha iniziato ad abitare>> e la racconta in 10 tracce. <<Il dolore non ha un senso>> ma la forza è nella condivisione. Michele Bravi racconta in “Storia del mio corpo” la terapia EMDR grazie alla quale ha dato <<una casa al dolore>>.

Un racconto sulla Torre Eiffel: l’unico modo per ricominciare a vivere dal dolore è <<viverci dentro>>. “La Vita Breve Dei Coriandoli” è un inno alla fragilità che viene fuori da mesi di silenzi e dal loro rapporto con la voce di Bravi e con il pianoforte, un pianoforte speciale con un suono specifico. Dentro l’album ci sono tutti i suoni della quotidianità – dal respiro del pianista Andrea allo scricchiolio dello sgabello. “A Sette passi di distanza” prende il titolo da un libro (“L’Amore Ai tempi Del Colera”) e chiude il disco: un brano scritto dopo l’ascolto di un vocale e costruito solo sul suono di un pianoforte e sul timido respiro di Michele. Ma un lavoro in cui ognuno dei collaboratori di Michele ha messo un pezzettino della propria storia.

“Mantieni il bacio” è scritta da Federica Abbate quando aveva 8 anni – su un piano di plastica giallo – dopo la morte della nonna. Dimenticata in un cassetto si sono aggiunte poi le firme di Alfredo Cheope Rapetti e Massimo Recalcati. Nasce da un dolore condiviso con quello di Bravi e << l’ha rivoluzionato>>. Ma Bravi è libero da sovrastrutture e si espone sulla sua sessualità affermando senza paura che <<l’amore è un atto pubblico, chi ama deve poter condividere>>.

Il tour? <<Incertezza infinita>> ma c’è volontà di salire sul palco, quando ce ne sarà la possibilità. Michele proviene da una famiglia di grandi lavoratori – il nonno gli ha insegnato il valore della resilienza – e spera di tornare ad Assisi con la sua <<energia particolare>>. Le canzoni di Ivano Fossati (“C’è Tempo” e “La Costruzione Di Un Amore”) hanno formato il carattere e la musicalità di Michele così come il <<divano grigio>> sul quale ha scritto le canzoni de “La Geografia Del Buio”.

“Orientarsi nel buio significa stabilire le coordinate di un luogo oscuro, conoscerne gli spazi, abitarlo, arredarlo. Avere le parole per dire il caos non salva da niente ma almeno disegna il labirinto. “La geografia del buio” è il racconto bendato attraverso quel labirinto di ombre e racconta, tra momenti di silenzio e il suono legnoso di un pianoforte verticale, un messaggio tanto semplice quanto potente: il buio, come il dolore, è solo una condizione e non esiste un senso o un significato. L’unica direzione che si può dare alla propria sofferenza è quella della condivisione affinché suggerisca ad un altro dolore, quasi conducendolo per mano, qual è la strada da percorrere nell’ombra.”

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