40 anni di “Closer”: la fine dei Joy Division

"Closer" 40 anni Joy Division 18 luglio 1980

Il 18 luglio 1980 finiva ufficialmente la carriera dei Joy Division con il secondo e ultimo disco “Closer”.

Due mesi dopo il suicidio del frontman Ian Curtis, una delle personalità più istrioniche del mondo della musica, la band depositava un’altra pietra miliare – la seconda dopo “Unknown Pleasures” del 1979 – per la loro discografia. Di lì a poco Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris – rispettivamente chitarrista, bassista e batterista – avrebbero fondato i New Order.

Le 9 tracce di “Closer” sono un manifesto della musica new wave che prima dei JD si rispecchiava nelle musiche di XTC, Roxy Music, Boomtown Rats ma anche Talking Heads, Gang of Four e The Knack, celebre band passata alla storia per la super hit “My Sharona”. La decadenza del fine ‘700 continua la sua rapida ascesa nei testi e nelle atmosfere di “Closer”, contraddistinto da un massiccio utilizzo di eco per chitarra e batteria, portando il sound ad arricchirsi di atmosfere eteree e quasi idilliache.

Il disco, con il fresco suicidio per impiccagione di Ian Curtis nella sua abitazione di Macclesfield, arrivò alla sesta posizione degli album più venduti nel Regno Unito nel 1980. In copertina il vero soggetto di “Closer”, la morte, venne raffigurato con una foto della tomba della famiglia Appiani sita presso il Cimitero Monumentale di Staglieno di Genova.

Iniziò così il mito dei Joy Division.

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