Pavement, la Matador Records estende i diritti sull’intero catalogo della band

Pavement Matador Records

La Matador Records annuncia l’estensione dei diritti sull’intero catalogo dei Pavement e Chris Lombardi, fondatore dell’etichetta americana commenta così:

“Quando tutto è iniziato, proprio durante i primissimi mesi di vita della Matador, io (Chris Lombardi, ndr) e Gerard avevamo scoperto un singolo misterioso, in vinile 7” , che si trovava solo in alcuni fortunati negozi di dischi di New York. Ricordo di aver comprato il mio nel negozietto accanto al CBGB, uno spazio bizzarro che il proprietario del CBGB Hilly Kristal aveva aperto proprio accanto al club. All’epoca gli affitti sulla Bowery erano economici, eravamo nel bel mezzo dell’epidemia del crack, ricordo ci fosse il rifugio di un uomo al piano di sopra e un hotel SRO nella porta accanto. Le persone cercavano un modo per far scorrere le loro giornate, compravano droghe, bevevano mezze pinte di MadDog 20/20 e i bicchieri rotti sulle strade erano una realtà molto triste ma consolidata.
 
Erano altri tempi, non solo a New York ma in generale negli Stati Uniti, erano i tempi in cui Bush Senior governava dalla Casa Bianca, in cui le classi, le razze, i soldi e l’ineguaglianza si mischiavano nel Lower East Side, cosa che adesso sarebbe assolutamente inconcepibile. Senza internet, i social media, i cellulari e i vasti cataloghi musicali a portata di mano, toccava a noi capire come connetterci, relazionarci e scoprire qualcosa di nuovo. Se riuscivi a mettere insieme una band e farla suonare e magari anche raccogliere i soldi per registrare un brano e stampare un vinile 7”, allora contavi qualcosa, stavi facendo qualcosa e potevi avere modo di creare una connessione con le persone che si sentivano esattamente come te. Erano i tempi del “noi contro di loro”. Era molto diverso dalla realtà dei nostri giorni, tutto questo era la nostra musica, i nostri dischi, le nostre fanzine, i nostri bar e i nostri club. Era la “nostra” cosa.
 
La Matador ha combattuto molto per riuscire a mettere insieme tutto quello che poteva e pubblicare la musica che amavamo. Nel 1992, avevamo un ufficio con due impiegati (uno dei quali era Rusty Clarke!), qualche pubblicazione alle spalle e distribuivamo altri album ai negozi che conoscevamo, giusto per mantenere vivi i rapporti e far sì che i nostri dischi Matador finissero poi nelle mani di quelli che sarebbero diventati dei fan.
 
In quegli anni distribuivamo i singoli dei Pavement su Drag City, e alcuni membri della band si erano trasferiti vicino Hoboken. Ha iniziato a girare anche una cassetta. Quella cassetta era Slanted and Enchanted, un album così immediato e ispirato che sembrava parlasse proprio di noi, non l’abbiamo mai più tolto dallo stereo dell’ufficio. Ricordo una conversazione avvenuta tra me e Gerard dopo il milionesimo ascolto. Ci eravamo detti che avremmo trovato il modo di pubblicare quell’album ad ogni costo.
 
Poco dopo, abbiamo incontrato Stephen e Bob nel loro appartamento sull’altra riva del fiume. Abbiamo continuato a conoscerci e alla fine la band ha firmato il contratto con Matador per il Nord America. A quell’epoca però eravamo ancora lontani da una distribuzione europea e avevamo la necessità di trovare un’etichetta in Europa, per cui la band si era affidata a Big Cat e, successivamente, a Domino.
 
Prima ancora di avere l’album tra le nostre mani, la cassetta promozionale che stavamo duplicando e passando a chi credeva nella musica ha ottenuto una recensione su Spin Magazine, ed era la recensione principale. Una cosa irripetibile. Non era stata menzionata nessuna etichetta, non si poteva trovare su internet perché questo non esisteva ancora e noi non avevamo ancora le copie da mettere in vendita.
 
Qualche settimana dopo, dalla fabbrica che si occupava della stampa erano arrivati gli scatoloni. Erano per la maggior parte vinili a quel tempo e gli ordini del distributore erano aumentati notevolmente visto l’entusiasmo per questo album. Il nostro piccolo ufficio al 611 di Broadway era completamente pieno di copie di “Slanted and Enchanted”  e le pile di scatoloni erano così alte che non riuscivamo a vedere le nostre scrivanie, per non parlare dei telefoni (ne avevamo due, più un fax). Gerard mi ha ricordato un’altra cosa: “Lo stesso giorno in cui erano arrivati gli scatoloni di “Slanted and Enchanted” nel nostro ufficio, lo Sceriffo era arrivato e aveva iniziato a cambiare le nostre serrature (era il momento dello sfratto). Chris si era precipitato in municipio con i soldi in mano mentre io stavo lì come un idiota cercando di fermare lo Sceriffo e il fabbro (che aveva il trapano e tutto il resto degli attrezzi). Lo Sceriffo parlava di arrestarci e di come ‘voi ragazzi non sarete ammessi ad un buon college dopo questo’. Sarebbe stato tutto molto più divertente se Mark Ibold (bassista dei Dustdevils e futuro membro dei Pavement) non fosse stato in ufficio quando questo stava accadendo. Il fax è stato la chiave di tutto. Quando era arrivato il momento per Stephen e Scott di scegliere tra Matador e Drag City, il nostro fax è stato considerato come segno di ambizione e professionalità. E, d’altronde, non consegnano queste cose a tutti”.
 
Si potrebbe dire che la Matador è in qualche modo cresciuta insieme ai Pavement. Condividevamo lo stesso ethos e la stessa curiosità, la stessa voglia di scoprire dove ci avrebbero portati i nostri esperimenti. 
 
Il nostro rapporto con Beggars e con quello che è il nostro team internazionale ci ha consentito di rappresentare finalmente la band in tutto il mondo per la prima volta, inclusi non solo gli album pubblicati su Domino ma anche le registrazioni su Drag City che precedevano Matador. Questo è uno degli obiettivi che ci eravamo posti sin dall’inizio, e siamo molto orgogliosi di poter raccontare la storia di una band che consideriamo una delle più importanti di sempre.
 
Tutti noi di Matador non vediamo l’ora di lavorare con voi per portare questa incredibile band tra le stelle, dove brillerà più delle altre e tutti la vedranno. Speriamo siate tutti d’accordo.
 
Chris, Gerard e Patrick”

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