La Gabbia: “Madre Nostra” il rock delle contrapposizioni

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Negli ultimi anni in Italia il rock è stato messo ai margini della musica premiando più il pop di artisti come Calcutta, Gazzelle o Thegiornalisti. Nonostante questo molte band continuano ad imbracciare strumenti per fare noise, come fa il quartetto emiliano de La Gabbia.

La band nasce a Bologna nel gennaio 2016 e arriva oggi a noi con l’album d’esordio “Madre Nostra” dopo un primo EP autoprodotto a fine 2017 dal titolo “Bruciare Vivo”.

La Gabbia copertina album "Madre Nostra"

“La Gabbia ha una doppia anima che è fatta di luce ed ombra. Come ogni prigione è salvezza e allo stesso tempo dannazione.” – così la band scrive tra le informazioni della propria pagina Facebook. “Odi et Amo”, così come il poeta latino Catullo sentenziava nel Carme 85 della sua celebre opera “Liber”, allo stesso modo l’opera de La Gabbia è un continuo contrapporre miseria e nobiltà, rabbia e sentimento ma anche bene e male. O come essi stessi cantano, “La Fine e L’Inizio di Una Vita”.

“Madre Nostra” viaggia tra il rock nostrano di Ministri e Zen Circus ma anche nell’alternative di band straniere come Queens of The Stone Age e Tool (“La Luna e i Falò”, “Ho Bisogno”) per una iniezione ad elevato tasso di adrenalina e di nostalgia, pur non mancando di una parte cantautoriale propria della canzone italiana (“Non Esisti”, “La Fine e L’Inizio Di Una Vita”).

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