Roma Jazz Festival: la 43esima edizione dal 1 novembre al 1 dicembre

Carmen Souza
Carmen Souza

È stata presentata questa mattina all’Auditorium Parco della Musica di Roma la 43esima edizione del Roma Jazz Festival che dal 1 novembre al 1 dicembre animerà la Capitale con 21 concerti tra l’Auditorium, la Casa del Jazz, il Monk e l’Alcazar.
Il programma completo è su: http://www.romajazzfestival.it/

“No borders. Migration and integration” è il titolo di questa edizione volta a combattere vecchie e nuove forme di esclusione. L’artista Alfredo Pirri realizzerà un’installazione visitabile dal 1 al 30 novembre che dividerà in due la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, trasformando il concetto di muro nell’evocazione poetica di un rito di passaggio.

Radiodervish
Radiodervish

Queste le parole di Aurelio Regina, Presidente della Fondazione Musica Per Roma:

“Il festival rappresenta il cuore della programmazione autunnale, dopo le oltre 100mila persone della Cavea e della Casa del Jazz. Un mese delle grandi star internazionali e dei grandi protagonisti del jazz. Si è appena concluso Una Striscia Di Terra Feconda con artisti di rilievo e la 17esima edizione del Jamming Festival sui nuovi talenti. Ora abbiamo in corso il Romaeuropa festival.”

La parola passa poi a Josè R. Dosal, Amministratore Delegato della Fondazione Musica per Roma:

“Io sono di Città Del Messico e il jazz attuale aveva una influenza sulla musica messicana: risulta che nel 1884 negli Stati Uniti si organizzava la fiera del cotone. E la maniera di suonare di questi messicani ha svegliato l’interesse degli americani che hanno hanno iniziato a stampare gli spartiti. Senza il ritmo della musica messicana non si può suonare il jazz…
Roma è una città che suona, questa è una edizione grande, di spessore.”

Mare Nostrum

E ancora Mario Ciampà, Direttore del Roma Jazz Festival:

“Qualcosa sta cambiando nel jazz. Il jazz è una filosofia di vita, un atteggiamento, ha sempre avuto in se un tema di ribellione sociale e affermazione dei propri diritti. È una musica di immigrazione e di integrazione. Insieme ad Alfredo Pirri abbiamo concordato di fare un progetto, un ‘muro’ che dividerà la cavea, trasparente ed attraversabile prendendo il claim “i muri sono fatti per essere attraversati”. Per unire i musicisti di diversa provenienza geografica, anche per il pubblico.”

Il festival parte il 1 novembre con il concerto dei Radiodervish per continuare con artisti come Archie Stepp (11 novembre), Cory Wong (14), Abdullah Ibrahim (17), Carmen Souza (29) e la conclusione con Mare Nostrum il 1 dicembre.

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