Sponz Fest 2019, successo per la settima edizione “Sottaterra”

Vinicio Capossela allo Sponz Fest 2019 - Foto di Simone Cecchetti
Vinicio Capossela allo Sponz Fest 2019 – Foto di Simone Cecchetti

Si è chiusa con successo lo Sponz Fest, il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela giunto alla sua settima edizione a Calitri e in 5 comuni limitrofi dell’Alta Irpinia (Cairano, Lacedonia, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Villamaina).

Sono circa 30.000 le persone di ogni età e provenienza geografica che hanno partecipato all’edizione 2019, il festival si è aperto con il consueto concerto all’alba con i greci Manolis Pappos e Dimitri Mistakidis.
Dopo Elio Germano e Raiz, la celebrazione con il concerto del cowboy solitario texano Micah P. Hinson e poi tantissimi altri.

E poi i tre grandi concerti tra speranze e pestilenze contemporanee dello Sponz Pest nel Vallone Cupo, sulla collina di Calitri: quello dello sciamano del suono Enzo Avitabile insieme ai Bottari in “A pest”. Pattuglia di pastellessa preceduta da processione a passo della morte, preceduto dal toccante incontro con Mimmo Lucano; poi ancora Morgan, Young Signorino, Almamegretta Dub Box, The Andrè, Enzo Savastano, Livio Cori e Neri Marcorè e infine, nel giorno di Calitri Capitale Europea della Cultura, il grande concerto di Vinicio Capossela dal titolo “Sottaterra. Concerto per uomini e pesti”.

Trenodia, Sponz Fest 2019 - Foto di Simone Cecchetti
Trenodia, Sponz Fest 2019 – Foto di Simone Cecchetti

Il direttore artistico del festival, Vinicio Capossela, dichiara:

“Innanzitutto grazie a tutti coloro che hanno scelto di prendere parte a questa edizione dello Sponz Fest hanno potuto fare esperienza dell’Alta Irpinia e godere della sua biodiversità: dall’Arco degli Zingari ai vicoli e piazze di Calitri, alla selva piena di sorgenti di Senerchia e il suo borgo medievale, al castello longobardo di Sant’Angelo, al centro storico di Lacedonia, trasformato in Ade dallo spettacolo realizzato in collaborazione con lo Sprar locale, alla balconata sulla Valle d’Ansanto di Villamaina, fino alla sommità lunare di Cairano. Una moltiplicazione dei luoghi e delle attività culturali che ha portato lo Sponz a allargare i propri confini con lo scopo di creare una comunità più ampia e di generare possibilità di incontro anche tra paesi non contigui.

Insieme abbiamo sperimentato l’abbraccio della terra e il buio delle origini nel Vallone Cupo a Calitri, sede dei concerti di SponzPest, dove è stata allestito un’anfiteatro naturale in una selva in grado di accogliere idee e persone senza problemi di spazio e di orario.

È stato uno scavare nelle radici, un canto della terra e del sottaterra. Una denunzia e un esorcismo delle pestilenze contemporanee.

Questa settima edizione è stata anche l’occasione per esperimenti nuovi prima di tutto nella fruizione degli spazi: lo sforzo di liberarci della plastica, di fornire acqua libera e cibo come momento culturale grazie all’allestimento di una miniera intraterrestre. Si è dato ampio spazio a momenti di approfondimento e di riflessione per scavare anche nel pensiero. C’è stata poi la sperimentazione di diverse forme dell’arte soprattutto grazie al corteo di Trenodia che ha saputo far convivere tanti linguaggi: dalla letteratura alla musica, fino alla performance. Una settimana con compagni di viaggio d’eccezione, culminata nel banchetto funebre e nel gran ballo finale con la banda della Posta che aveva inaugurato la prima edizione nel 2013.

La cosa davvero miracolosa dello Sponz Fest sono coloro che vi partecipano. È prima di tutto la partecipazione che consente il miracolo.

Grazie dunque di cuore a tutti coloro che vi hanno partecipato in tante diverse forme: a chi ha contribuito con il proprio lavoro per la sua realizzazione e a coloro che hanno deciso di vivere questa esperienza da spettatori attivi e curiosi.

Grazie ai Comuni, alle amministrazioni, all’Associazione Sponziamoci e alle associazioni locali, ai volontari, alla Fondazione Matera 2019, a tutti gli sponzati, ai monatti e ai pestivendoli. Grazia a tutti.”

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