Sarasara, il viaggio mistico di “Orgone”

Sarasara arriva a Milano per uno showcase gratuito il 16 luglio, presenterà i brani del secondo disco "Orgone"

Sarah Filleur è tornata come Sarasara con il secondo album “Orgone”, un nuovo viaggio oltre gli schemi della musica. A due anni dal debutto “Amor Fati”, un disco sperimentale con elementi di elettronica, trip hop, R&B e breakbeat, l’artista ritorna dai suoi fan con un lavoro cantato prevalentemente in Francese e tocca argomenti come il pensiero del suicidio, l’esistenzialismo, l’amore e la meditazione.
Il disco sarà presentato stasera con uno showcase gratuito al Santeria Paladini di Milano dalle ore 20.

Ma come nasce “Orgone”?
L’artista ha attraversato la Manica all’inizio del 2018 e da Parigi si è trasferita a Margate nel Kent, Regno Unito, dove ha composto il nuovo disco che vede la collaborazione dell’amico Pete Doherty in alcune tracce. Sarah riesce ancora una volta a tessere sonorità diverse tra loro, rimanendo fedele a se stessa senza scadere nella commercialità di pop e indie-rock. Un volersi sempre e comunque distinguere dalla massa.

Sarasara parte dai pensieri suicidi di “Flatline” dedicandola alla sua migliore amica e prosegue il cammino nell’amore con “Blood Brothers”, punto sulle anime gemelle. Si passa poi alla meditazione e alle esperienze extra corporali in “Ego Trip”. Un lungo viaggio nelle prime esperienze nel Kent e nell’amore fino ad arrivare alla cover di “Je Te Promets” di Johnny Halliday in ricordo del padre e poi la sperimentazione che tocca quasi i Nine Inch Nails in “Safe World”, brano sui nostri confini personali e sul non avere paura di sentirsi veramente se stessi.

“Orgone” è un disco influenzato dall’avant-garde francese e dalla musica industrial, da Bjork e Aphex Twin, non chiudendosi nei confini della Francia di Gainsbourg ma anzi ampliando la propria mente con un vero e proprio viaggio mistico nella musica d’oltre mare.

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