AimaD, esce il 7 giugno l’album d’esordio “La Follia Dell’Esistere”

Damiano Bonaventura in arte AimaD ha annunciato la pubblicazione del suo album d’esordio “La Follia Dell’Esistere” (ABNormal Records) per venerdì 7 giugno. Il giovane rapper ha inoltre confermato che si esibirà il 10 luglio al Festival dei Due Mondi di Spoleto (Piazza Duomo) prima di Mahmood e Dario ‘Dardust’ Faini (25 € + d.p.)

In “La Follia Dell’Esistere” ci sono dodici brani, tutti scritti dall’artista con nove inediti e tre singoli già pubblicati, tra cui “Ilary” e “Rolling Stone”. AimaD, non ancora ventenne, si autodefinisce un artista neopoetico: dalla trap prende i beat ma non si esprime esaltando i modelli culturali dominanti dove il riconoscimento sociale passa attraverso il consumo e l’ostentazione bensì l’amore e i buoni sentimenti.

AIMAD: “CERCO DI RIMANERE IL PIU VERO POSSIBILE” – INTERVISTA

Il progetto nasce e si sviluppa a Terni e lo descrive così lo stesso AimaD:

“Vivere senza compromessi, perché è proprio questa ‘follia’ che ci permette di realizzare grandi cose, di essere autentici, unici in quanto noi stessi. Pensare con la tua testa può liberarti dai condizionamenti e da quello ‘stato mentale che è la provincia’ che, il più delle volte, ti impedisce di ‘volare’.
È un inno alla libertà di contravvenire alle aspettative, di fare della musica una vera ragione di vita!

L’album è una rivendicazione del diritto alla follia intesa come ‘diversità’; un concentrato di rabbia ed esplosiva creatività dove le rime rappresentano una liberazione dal dolore del mio passato e dalle situazioni conflittuali che ho vissuto, che hanno scatenato in me l’ansia di non sentirmi compreso e lo stress della solitudine; solo nel rap ho trovato il coraggio di esprimere i miei sentimenti e la forza di buttarmi tutto alle spalle.”

AimaD canta i suoi pensieri e le sue riflessioni, firmando tutti i brani contenuti nell’album mentre le musiche e tutti gli arrangiamenti sono di D4D (Giovanni De Rosa) beatmaker e producer. Il sound richiama sonorità d’oltreoceano e ha trasformato tutta la sua energia nei suoni che ben ne rappresentano la personalità:

“Immagino una lunga gavetta! Non desidero il successo immediato, non diventerò un cantante famoso tutto in una volta. Ma mi va bene, mi piace. Mi sembra molto costruttivo per la mia personalità tutto quello che sto facendo. Sarà il mio carattere ma ho bisogno di trasmettere qualcosa di me agli altri, quasi come una catarsi: come se tirare fuori tutto con la musica servisse a qualcun altro, per reagire, per non buttarsi via e non cadere nella paranoia come è capitato a me che per troppo tempo ho oscillato tra l’autodistruzione e il sentirmi invincibile!”

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