Bruce Springsteen, 35 anni di “Born In The USA”

35 anni di "Born In The USA"

Trentacinque anni fa, il 4 giugno 1984 usciva l’album della consacrazione di Bruce Springsteen, “Born In the USA” e con 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo è il più grande successo del Boss.

Si tratta del settimo album in studio dell’artista americano, dopo “Nebraska” del 1982 senza la E Street Band. Sette sono i singoli estratti, tutti entrati nella Top 10 di Billboard, in ordine cronologico: “Dancing in the Dark”, “Cover Me”, “Born in the U.S.A.”, “I’m on Fire”, “Glory Days”, “I’m Goin’ Down” e “My Hometown”.
In Italia l’album è il secondo per numero di vendite con 1 milione e 400 mila copie, dietro solo a “True Blue” di Madonna.

BORN IN THE USA

La canzone tratta degli effetti della Guerra del Vietnam sugli americani e rappresenta in parte un tributo agli amici di Springsteen che combatterono nella guerra, alcuni dei quali non tornarono.
In generale la canzone parla delle umili origini di un americano, di come venga mandato in guerra e del suo ritorno in patria. Inoltre è presente una parte che descrive la tragica morte del fratello del protagonista nell’assedio di Khe Sanh. Alla fine gli Americani prevalsero solo per poi ritirarsi pochi mesi dopo, così l’assedio divenne il simbolo della futilità dello sforzo compiuto dai soldati americani durante la guerra.

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COVER ME

Il brano, scritto da Springsteen, doveva essere cantato originariamente da Donna Summer ma il produttore Jon Landau, convinse il Boss a registrarlo e pubblicarlo come suo. Nessun video fu girato per la canzone che divenne comunque un singolo.

DARLINGTON COUNTY

Il brano si riferisce alla Contea di Darlingon, in South Carolina. I testi parlano di due ragazzi che si dirigono verso la cittadina alla ricerca del lavoro mentre incontrano innumerevoli donne lungo la strada.

WORKING ON THE HIGHWAY

La canzone originale era stata pensata e registrata in versione acustica solo da Bruce con il titolo di “Child Bride”. Rimane una delle canzoni più popolari del Boss e non manca mai nelle sue performance dal vivo.

DOWNBOUND TRAIN

La canzone è il pianto per la perdita di un coniuge. Registrata nel 1982 al Power Station, insieme a “Working On The Highway” e “Born In The USA” doveva far parte di “Nebraska” in versione acustica.

I’M ON FIRE

La canzone nacque all’improvviso, da un lento ritmo di chitarra del Boss mentre parte del testo fu riusato successivamente per “Spanish Eyes”, contenuta nell’album del 2010 “The Promise”. Max Weinberg e Roy Bittan, batteria e tastiera, sentendo il motivo hanno creato subito l’accompagnamento per la canzone: il risultato è un beat rockabilly misto a liriche di tensioni sessuali. Rimane uno dei pezzi più famosi e coverizzati del Boss.

NO SURRENDER

La canzone è stata inserita nell’album dopo l’insistente pressione di Steven Van Zandt. Divenne successo mondiale quando, nel 2004, John Kerry scelse la canzone come colonna sonora della sua campagna elettorale.

BOBBY JEAN

Una delle ultime canzoni ad esser registrata per l’album, il pezzo rappresenta una svolta musicale dell’universo springsteeniano con una ritmica vicina alla danza. Il brano è stato spesso associata alla fraterna amicizia che lega Bruce a Steven, che stava lasciando la E Street Band all’epoca.

I’M GOING DOWN

È una dedica alla frustrazione per la diminuzione dell’attività sessuale in una relazione d’amore. Il brano è stato descritto da Debbie Miller (Rolling Stone) come “magnificamente esuberante” e “divertente”.

GLORY DAYS

La canzone è un racconto serio-comico di un uomo che guarda indietro i suoi cosiddetti ‘giorni di gloria’ e quelli di persone che conosceva durante la scuola superiore. I testi sono in parte autobiografici: Springsteen parla di un incontro con l’ex compagno di baseball di Little League Joe DePugh nell’estate del 1973.
Da notare nel pezzo una sottile linea di mandolino eseguita da Steven Van Zandt.

DANCING IN THE DARK

Primo singolo estratto dall’album e forse il più grande successo di pubblico del Boss. Il video è stato diretto da Brian De Palma, girato al Saint Paul Civic Center di Saint Paul, Minnesota, durante i concerti del 28 e 29 giugno 1984. Nella clip Springsteen invita sul palco a ballare una giovane Courteney Cox (Friends, Scream). Nel settembre 1985 “Daning In The Dark” vince il premio agli Mtv Video Music Awards per Best Stage Performance.

MY HOMETOWN

Il brano si riferisce alla conflittualità razziale negli anni ’60 nella città natale del cantante, Freehold Borough (New Jersey) e alle innumerevoli difficoltà economiche che vivevano i neri in alcuni stati americani. “My Hometown”, dalla forte connotazione nostalgica e politica, chiude un disco in cui gli Stati Uniti sono esaminati al microscopio e criticati senza mezze misure dal vero e unico Boss della musica mondiale.

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