THE PRODIGY: la recensione di “No Tourists” (2018)

NOME

The Prodigy

GENERE

Big Beat/Techno

ESORDIO

Experience (1992)

ULTIMO ALBUM

No Tourists (2018)

COPERTINA

"No Tourists" album cover copertina The Prodigy

ELENCO CANZONI

Need some1
Light up the sky
We live forever
No tourists
Fight fire with fire (feat. Ho99o9)
Timebomb zone
Champions of London
Boom boom tap
Resonate
Give me a signal (feat. Barns Courtney)

 

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

 

PUNTO DI VISTA

Prodigy, o li ami o li odi. La band di Liam Howlett, Keith Flint e Maxim Reality torna con il settimo lavoro in studio dal titolo “No Tourists” a tre anni dal precedente “The Day Is My Enemy” del 2015 con la nuova etichetta BMG.

L’idea del trio inglese è sempre quella da 28 anni a questa parte: fare festa e far sfogare il proprio pubblico. E ci riesce come sempre alla grande. Il disco si apre con il primo singolo “Need Some1” che ricorda i fasti di un’altra vecchia hit dei Prodigy: “Voodoo Peaople” da “Music For The Jilted Generation” del 1994. Continua l’ondata rave in “Light Up The Sky” con sample ben miscelati per portare il pubblico nelle fabbriche abbandonate dell’East England. “We Live Forever” è l’inno techno per i più giovani, quelli che vogliono sballarsi senza pensare al futuro e si contrappone alla title track (“No Tourists”) che è quasi una ballad per Howlett e compagni.

I Prodigy continuano a combattere il fuoco con il fuoco (“Fight Fire With Fire”) e mantengono un’identità e un sound ben definito così come continuano a fare altre band dai sound oscuri come Massive Attack e Nine Inch Nails. La formula è sempre la stessa e porta sempre allo stesso risultato. Ma la formula piace e riesce. Come in un fast food il trio di Braintree confeziona il suo milkshake sound e lo regala al pubblico ogni volta con lo stesso sorriso. 

Liam, Keith e Maxim hanno il grande pregio di portare avanti un ideale, quello di far conoscere la propria idea di musica al mondo, alle vecchie e alle nuove generazioni. I Prodigy saranno sempre considerati fautori di un sound perché il loro sound viene dal futuro.

VOTO: 6,5

Un pensiero su “THE PRODIGY: la recensione di “No Tourists” (2018)

  1. Prima frase prima cazza.
    Forse dovreste ricordarvi che se scrivete “Recensione” uno si aspetta di leggere una recensione e non due righe in croce in cui non fate altro che esprimere la vostra, in questo caso ridicola ed inutile opinione.
    Capisco che siete qua a scrivere perché vi ha tirato dentro l’amico/a o fidanzato/a di turno… ma un pelo di impegno e di decenza non guasterebbe, fate almeno un piccolo sforzo.
    State rovinando il web con questo modo di fare.

    E comunque firmatevi quando scrivete.

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