Mike Shinoda: “Volevo che i fan sentissero i sentimenti da me in tempo reale, così è nato Post Traumatic”

Mike Shinoda intervista a NME Magazine, parla di depressione, Chester Bennington, Linkin Park e del suo disco solista "Post Traumatic"

Quella che segue è l’intervista a Mike Shinoda da parte di NME Magazine, il rapper dei Linkin Park parla del suo album solista “Post Traumatic” scritto dopo la morte del suo amico e compagno di band Chester Bennington avvenuta nel luglio 2017. Chester non era solo il compagno di band ma anche e soprattutto un compagno di vita, un fratello con cui aveva vissuto gli ultimi 20 anni e il suo migliore amico.

“Post Traumatic” è un processo sincero, terapeutico e meditativo sul suicidio che ha colpito Shinoda in maniera diretta ed è un ponte sulla guarigione e la speranza verso il futuro:

“Quando lo stavo facendo, tutto quello che pensavo era ‘basta scrivere nel tuo diario, catturare la verità di qualsiasi cosa stia accadendo in questo momento’. (…). Volevo che i fan sentissero i sentimenti da me in tempo reale, se mi sentivo in un certo modo in un determinato giorno, volevo comunicarlo subito. Questo è diventato importante per me. Ho pubblicato le prime tre canzoni a gennaio, quindi ho praticamente pubblicato una traccia ogni mese circa fino a quando l’album è uscito perché sapevo che avrei effettivamente catturato i fan con quello che stavo facendo in modo che si siano potuti rendere conto che non sono nello stesso posto di 10 o 11 mesi fa“.

Mike Shinoda intervista NME Magazine

Parlando della netta curva di apprendimento che ha sperimentato sulla depressione dopo la morte di Chester, Shinoda ha fatto eco ai sentimenti della vedova del suo amico, Talinda Bennington, nel chiedere a tutti di essere molto più comprensivi e di andare avanti:

“È un bel momento per ricordare a tutti di essere molto sensibili. So che ti importa dei tuoi fan, mi preoccupo per i miei fan, il modo in cui se ne parla è importante. Le parole contano”.

A MILANO ROCKS IL PRIMO CONCERTO ITALIANO SOLISTA DI MIKE SHINODA

 

Mike Shinoda "Post Traumatic" copertina album

 

LEGGI LA RECENSIONE DI “POST TRAUMATIC” DI MIKE SHINODA

 

Poi Shinoda parla finalmente del suicidio del suo amico in maniera esplicita:

“‘Commesso’ è sempre usato con i peccati e il crimine, diciamo ‘morto per suicidio’ o qualsiasi altro modo delicato in cui si può mettere. Abbiamo parlato molto con Talinda e lei sta lavorando con un’organizzazione chiamata ‘320 Changes Direction’, focalizzata sulla salute e le malattie mentali. Una delle cose che ho imparato parlando con loro è che spesso parliamo della salute fisica. Se ti svegli e ti fa male la schiena, stai per dire ‘oh, mi fa male la schiena, oggi dovrei andarci piano’ o ‘dovrei prendere la medicina’ o se è davvero brutto ‘forse dovrei vedere un dottore o un professionista’. Più raramente lo facciamo con la salute mentale.
Quando ti svegli al mattino, potresti controllare la tua salute fisica, ma anche controllare la tua salute mentale. Potresti dire ‘oh, non ci stavo nemmeno pensando, ma ora che mi sto chiedendo come sto, mi sto rendendo conto che mi sento piuttosto giù. Mi sono appena svegliato sentendomi in questo modo. Non so cosa sia ancora, ma andrò a fondo sulla questione’, spero”.

Mike Shinoda concerto 8 settembre Milano Rocks "Post Traumatic"

Ha aggiunto infine:

“Tutte queste cose sono completamente OK, devi solo essere consapevole. Parlarne aiuta a renderti consapevole. Queste cose possono sembrare spaventose e grandi, ma parlarne ti fa smettere di averne paura”.

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